Orientarsi nei labirinti della digitalizzazione

Per agevolare la trasformazione delle aziende in Fabbriche Digitali, nell'ottobre del 2016 è stato avviato il progetto europeo DAEDALUS, che proseguirà fino a settembre 2019

Ombretta Buzzi e Giuseppe Confessore Centro Nazionale delle Ricerche

Tra gli strumenti che l’Unione Europea utilizza per rafforzare la competitività industriale del nostro continente ci sono i cosiddetti Partenariati Pubblico Privati (PPP o Public-Private Partnership) nel campo della Ricerca e dell’Innovazione. A partire dall’alba del nuovo Millennio, identificati i settori ritenuti strategici, è stata stimolata la nascita delle Piattaforme Tecnologiche Europee (ETP o European Technology Platform) che hanno avuto e hanno tuttora il ruolo di raccordo tra imprese, università, enti di ricerca, associazioni di categoria… con l’obiettivo di identificare i percorsi su cui canalizzare gli sforzi per sostenere lo sviluppo. Nell’ottica delle richiamate PPP, alcune Piattaforme si sono organizzate secondo quanto previsto dall’articolo Articolo 187 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea costituendo una JTI (Joint Technology Initiative), mentre altre Piattaforme si sono configurate con rapporti contrattuali tra attori pubblici e privati. Tra le PPP di questa seconda tipologia troviamo quella sulle Fabbriche del Futuro (FoF o Factories of the Future) che si pone l’ambizioso obiettivo di sostenere le basi tecnologiche dell’industria manifatturiera europea al fine di renderla più sostenibile e più competitiva. Per meglio coordinare le azioni, nel 2009 è nata l’associazione EFFRA (European Factories of the Future Research Association) tra tutti gli attori coinvolti nella FoF al fine di definire, in accordo con la Commissione Europea, delle roadmap pluriennali per identificare i percorsi strategici di sviluppo. Per implementare le roadmap, la Commissione Europea emana delle call pubbliche, per esempio nell’ambito di Horizon 2020, i cui progetti – presentati da partenariati composti anche da soggetti che non rientrano in EFFRA – vengono valutati secondo le norme dei programmi quadro europei. Finora sono stati finanziati circa 250 progetti che coinvolgono oltre 1.000 soggetti in tutta l’Europa.

Le iniziative europee
A fine 2016 EFFRA ha presentato un rapporto per indirizzare le call pubbliche dell’ultimo triennio 2018 2020 della programmazione attuale; il rapporto denominato “Factories 4.0 and Beyond” definisce alcune priorità chiave ritenute strategiche che enfatizzano la ricerca e l’innovazione guidata dall’introduzione delle tecnologie ICT nei sistemi produttivi in sinergia con il modello che in questi ultimi anni viene indicato come Industria 4.0. Tra le priorità troviamo le catene del valore agili, i processi produttivi a zero difetti, la sinergia uomo-macchina, l’economia circolare, la fabbrica digitale; per ognuna delle priorità sono state definite delle azioni di ricerca che si suggerisce di sostenere con apposite call da parte della Commissione Europea. In relazione alla fabbrica digitale e al modello Industria 4.0 possiamo identificare diverse azioni tra cui quella sui temi degli advanced analytics, applicati a livello della fabbrica o dell’intera catena logistica che agiscono in tempo reale su grosse quantità di dati provenienti da canali diversi di acquisizione e quella sui temi dei cosiddetti CPS (Cyber-Physical Systems) che prevedono una forte connessione con modelli di Internet of Things e dispositivi intelligenti operanti a tutti i livelli della piramide dell’automazione, integrati all’interno dei componenti dallo shop floor ai sistemi gestionali. L’attenzione su questi temi legati alla fabbrica digitale è già alta da diversi anni e alcune iniziative sono già state lanciate a livello europeo: in particolare il programma Horizon 2020 ha già previsto negli anni scorsi alcune iniziative specifiche. La sfida che si è voluta affrontare con alcune call di progetti è stata quella di studiare nuovi approcci integrati tra l’interno della fabbrica e l’esterno della catena logistico-produttiva che potessero beneficiare di tutte le complesse informazioni provenienti da una molteplicità di canali e coinvolgono tutte le fasi del ciclo di vita de processi e del prodotto. La necessità emergente è quella di poter avere sistemi di produzione altamente riconfigurabili in modo dinamico e possibilmente rapido; questo è possibile solo con una forte digitalizzazione che coinvolge tutti i livelli della piramide dell’automazione e rende possibile il dialogo automatico tra tutti i sistemi Cyber-Physical. L’impatto atteso per questi progetti dovrà riguardare modelli e pratiche di ottimizzazione dei processi, facilità di integrazione dei sistemi di automazione in ottica riconfigurabile dinamicamente, gestione olistica della catena del valore.

Il progetto Daedalus
Nella direzione di realizzare una fabbrica digitale, dove l’integrazione tra i sistemi di automazione sia rapida e riconfigurabile dinamicamente, nel 2016 è stato presentato e ammesso alle agevolazioni nell’ambito Horizon 2020 il progetto DaedalusDistributed control and simulation platform to support an ecosystem of digital automation developers. Dal costo totale di oltre 5 milioni di euro, a fronte di un contributo dell’Unione Europea di quasi 4 milioni di euro, il progetto è iniziato a ottobre 2016 e terminerà a settembre 2019. Coordinato dalla società consortile pubblico-privata italo-tedesca Synesis con sede in provincia di Como, prevede un partenariato che riunisce 14 soggetti di Austria, Germania, Italia, Regno Unito, Spagna, Svezia, Svizzera. L’obiettivo è quello di concepire e adottare una piattaforma di automazione completamente distribuita e basata sullo standard IEC-61499 con una metodologia per modellare e progettare sistemi di controllo basati sulla portabilità e interscambiabilità di dati e modelli, permettendo un’allocazione efficiente delle applicazioni su risorse distribuite di varia natura tecnologica. La piattaforma permetterà di superare gli attuali limiti dei sistemi di controllo proponendo un approccio innovativo che coinvolgerà tutti i livelli della piramide dell’automazione.

Il Centro di Competenza nel Piano nazionale Industria 4.0
Il progetto Daedalus è una prima iniziativa legata al Centro di Competenza sui Cyber-Physical Systems. Centri di Competenza, come si legge nel testo del Mise sono “ centri di competenza ad alta specializzazione, nella forma del partenariato pubblicoprivato, aventi lo scopo di promuovere e realizzare progetti di ricerca applicata, di trasferimento tecnologico e di formazione su tecnologie avanzate, nel quadro degli interventi connessi al Piano Nazionale Industria 4.0”.

Bibliografia
Daedalus. www.daedalus.iec61499.eu
European Factories of the Future Research Association. www.effra.eu
Factories of the Future. www.ec.europa.eu
Industria 4.0. www. sviluppoeconomico.gov.it
Synesis. www.synesis-consortium.eu

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