Una nuova tecnologia per memorizzare dati

applicazione

Ricercatori in Inghilterra e Olanda hanno dimostrato la realizzabilità di un processo per registrare e leggere dati dell’ordine delle centinaia di terabyte su un supporto dati in vetro di silicio, con scrittura tramite laser con impulsi al femtosecondo, pari a un milionesimo di miliardesimo di secondo

Si parla sempre più di Big Data, di crescita esponenziale  delle informazioni generate dalle aziende e che viaggiano in rete, ma che anche devono essere memorizzate, sia per uso applicativo che più semplicemente per uso futuro.

Dalle schede perforate dei primi computer IBM, dai Floppy Disc agli Hard Disk, dalle memorie ottiche CD e DVD fino alle memorie a stato solido, continua è stata la ricerca di supporti per memorizzazione di massa che avessero sempre più capacità e velocità di accesso. Attualmente pare che la ricerca si stia orientando verso una nuova tecnologia, quella del “nanostructured glass”, che sarebbe in grado di contenere 360 terabyte, con stabilità termica fino a 1000°C e vita praticamente illimitata.

In termini pratici, i dati sono registrati in nanostrutture autoassemblanti create in un quarzo fuso tramite laser utilizzando cinque coordinate: dimensione e orientamento delle nanostrutture, oltre alle tre coordinate spaziali X, Y e Z.

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