Una crescita che non… molla

I piccoli passi sono quelli che determinano una maggiore stabilità operativa: è questa la filosofia da sempre perseguita da un mollificio padovano, seguendo la quale nel suo quasi mezzo secolo di vita è costantemente cresciuto fino a diventare uno dei maggiori protagonisti del settore.

Nicola Pagnin, contitolare e responsabile di produzione del Mollificio F.lli Pagnin S.r.l.

In virtù di un design ricercato, arricchito da mille fantasie di colori, non vengono più considerate solo un elemento di protezione contro gli agenti atmosferici, ma anche un abbellimento dell’abitazione, del negozio o di qualsiasi altra costruzione di cui diventano parte integrante. Disponibili in una ricca gamma di alternative vivono il loro momento di gloria nella stagione estiva quando trasformano aree bollenti in piacevoli e accoglienti oasi ombreggiate. Come avrete capito ci riferiamo alle tende da sole, il cui mercato in Italia sta andando controcorrente, cioè in senso opposto alla crisi, fatto raro di questi tempi in altri lidi, purtroppo.

Di sicuro uno dei fattori di successo è rappresentato dall’evoluzione tecnologica che ha reso le tende da sole non solo esteticamente migliori, ma altresì più facili da manovrare, rendendo solo uno brutto ricordo le lotte con corposi e “disubbidienti” bracci snodati. E se ciò è stato possibile, un grazie lo si deve anche a delle singolari molle nella cui produzione, e non solo, è specializzato il Mollificio F.lli Pagnin S.r.l. incontrato nella sede di Caselle di Selvazzano (PD).

Dalle auto alle lavatrici
«Fra le innumerevoli tipologie di elementi elastici realizzati su commessa, quelli destinati ai bracci delle tende da sole per esterni rappresentano uno dei nostri fiori all’occhiello – conferma Nicola Pagnin, contitolare e responsabile di produzione – In particolare si tratta di molle a trazione realizzate con forte precarica impiegando speciali acciai microlegati ad alta resistenza, capaci di garantire anche un’elevata elasticità, appositamente perfezionati in collaborazione con autorevoli trafilerie. Di dimensioni ragguardevoli, possono raggiungere lunghezze di 650 mm con diametri del filo sino a 7,5 mm,  hanno un ingrato compito: rimanere in precarica, senza danneggiarsi, per buona parte dell’anno, vale a dire almeno per tutto il periodo autunnale e invernale in cui le tende da sole non vengono usate e quindi i loro bracci rimangono chiusi. E così mentre le tende, per così dire, riposano, le molle sono invece sottoposte alla massima tensione, lavorando al contrario. Ad esse è inoltre richiesto di sopportare gli sbalzi termici, le bizze del vento e, ovviamente, di vivere a lungo».

Molle a compressione

Presente nel variegato universo dei componenti elastici dal 1965 l’offerta della società veneta si articola in quattro categorie: molle a compressione, molle a trazione, molle a torsione e molle piatte e sagomate in filo e nastro. Delle tipologie citate, le prime due assorbono la maggior parte dell’attività, con una quota del 70%, mentre le altre occupano la restante fetta del 30%. A richiederle quasi 2.000 clienti operanti in un lungo elenco di comparti industriali dei quali sull’ipotetico podio troviamo l’automotive, l’edilizia e l’elettrodomestico. In grado trasformare qualsiasi filo metallico, ferroso e non, con diametri da 0,15 a 20 mm, è tuttavia nella fascia dei diametri più consistenti che il mollificio in oggetto dà il meglio di sé, facendosi carico inoltre del servizio relativo ad eventuali trattamenti necessari, sia termici (eseguiti internamente), che superficiali (affidati a partner esterni).

Maestri nelle molle taglia L
«Il core business della nostra produzione sono le molle “grosse”, cioè con diametri del filo da 8 a 20 mm, e con valori massimi del diametro esterno e della lunghezza dell’articolo finito, rispettivamente, di 240 e 1100 mm – precisa Nicola Pagnin – È una fascia di mercato che pochi mollisti riescono a coprire dato che richiede macchinari di grossa taglia e adeguate aree di stoccaggio della materia prima e materiali in lavorazione evidentemente non alla portata di tutti, tanto è vero che fra gli ordini in arrivo figurano anche quelli di mollifici non attrezzati per soddisfare richieste simili. Nel contesto nazionale a distinguerci c’è pure il considerevole consumo di acciaio pretemprato, che possiamo definire il nostro “pane quotidiano”. Un materiale molto performante, in grado di fare la differenza nel prodotto finito, che riteniamo di essere stati fra i primi in Italia ad utilizzare nei diametri al di sopra dei 6 mm, forti di una profonda cultura metallurgica unita ad una indiscussa conoscenza delle tecnologie di produzione. Risorse che cerchiamo di mettere al servizio degli utilizzatori, non di rado poco preparati sotto l’aspetto puramente tecnico, aiutandoli nella fase progettuale e suggerendogli le soluzioni più adeguate alle diverse applicazioni delle molle».

Molle a trazione per bracci tende da sole

Passione, perseveranza, capacità manageriali sono ingredienti indispensabili per un’impresa manifatturiera che voglia conquistarsi una posizione di prestigio nel proprio comparto, ma per ottenere quella flessibilità organizzativa e pratica, oggi richiesta da un mercato in continua mutazione, essi devono essere obbligatoriamente accompagnati da personale qualificato e da una tecnologia all’avanguardia. Lo sanno bene i componenti della famiglia Pagnin il cui atteggiamento è sempre stato improntato alla costante formazione delle maestranze e allo sviluppo del parco macchine arricchitosi di nuove unità anche in questi ultimi anni di crisi economica. «Con i recenti acquisti di una piegafilo automatica e di una torsionatrice multislitta (la nona di questa tipologia di cui la più evoluta governa 15 assi), unite ad asservimenti robotici di manipolazione, sono diventate un centinaio le macchine in funzione. Del resto gli investimenti mirati alla crescita sono sempre stati un chiodo fisso, e non solo in ambito produttivo: nel 2009, ad esempio, abbiamo ampliato di 1500 m2 lo stabilimento, adibendo tale spazio al magazzino materie prime, acquisito un piccolo mollificio ed installato un impianto fotovoltaico che ci permette di produrre annualmente 200.000 kWh, pari a circa  un terzo del nostro consumo totale di energia elettrica».

Più export nel futuro

Molla a compressione in acciaio pretemprato CrSi per sospensioni autoveicoli

Il responsabile di produzione ha idee molto chiare su come continuare il percorso del mollificio: «Seguiteremo ad interpretare la filosofia dei piccoli ma continui passi in avanti, dimostratasi finora vincente, consapevoli, oggi più mai nel clima di crisi economica, che sviluppi troppo esasperati possano portare ad una perdita del controllo delle linee guida aziendali. Siamo altresì persuasi che i nostri sforzi dovranno concentrarsi sulla penetrazione di nuovi paesi emergenti, ormai unica possibilità, viste le difficoltà e la quasi saturazione del mercato locale ed europeo, per mantenere ciò che abbiamo conquistato nel passato e cercare di incrementarlo. Purtroppo la contrazione è a livello mondiale, e questo al momento non lascia ampi spazi di manovra. Sta a noi imprenditori scovare i mercati più adatti alle nostre possibilità, compito non facile, ma che affronteremo come una delle tante sfide finora affrontate e superate».

Malgrado il quadro dipinto non sia per nulla roseo e la prospettive future si annuncino preoccupanti Nicola Pagnin non si scoraggia e guarda avanti con ottimismo coltivando un sogno: raddoppiare ciò che i suoi predecessori gli anno lasciato, fiducioso del fatto che le molle saranno indispensabili in mille nuove applicazioni perché di questi straordinari elementi elastici non si potrà mai fare a meno.

L’intervista si conclude con una bonaria frecciatina ai costruttori nazionali di macchine di cui comunque il contitolare ha grande stima: «Le loro proposte sono di primordine, basti dire che il 60% dei nostri macchinari è made in Italy, però sono assenti nel segmento tecnologicamente più evoluto, quello delle torsionatrici multislitta, le cosiddette spring former. Il motivo è che forse si sono un po’ troppo adagiati sulle richieste del passato, riguardanti soprattutto impianti per la produzione di molle a compressione e a trazione. L’auspico dunque è che la prossima torsionatrice che acquisteremo mostri una targhetta tricolore in bella vista!»

Senza alcun disegno tecnico, totalmente priva di saldature e con l’impiego del cambio di un’automobile, nel 1965 viene partorita sotto casa dai fratelli Sergio e Gianfranco Pagnin questa macchina avvolgitrice che ha permesso loro l’entrata in scena nel mondo delle molle

Da una cantina alla ribalta internazionale
L’ampio edificio tinto di blu del Mollificio F.lli Pagnin spicca per l’eleganza fra gli altri capannoni industriali; tuttavia la dirigenza è fiera di ricordarne le umili origini mostrando all’ingresso la prima, rudimentale, avvolgitrice con la quale, nel 1965, i fondatori, Sergio e Gianfranco Pagnin, iniziarono a produrre molle a compressione nello scantinato di casa. Macchina creata da loro stessi, perché i soldi per comprarne una nuova non li avevano, utilizzando anche il cambio di un’automobile. Impresa resa possibile dal bagaglio di esperienze professionali acquisito in precedenza come dipendenti nel campo della meccanica, e da Gianfranco, in Svizzera, proprio in un’azienda costruttrice di macchine per molle. Una bella storia da raccontare a chi oggi entrando nello stabilimento vede in azione un centinaio di unità produttive all’avanguardia, impiegate per realizzare molle a compressione, a trazione, a torsione e sagomate, sia in filo che in nastro. Nati da fili  e nastri di un cospicuo numero di materiali con spessori e diametri variabili, rispettivamente, da 0,15 a 20 mm e da 0,20 a 3 mm, i componenti elastici suddetti raggiungono ogni anno circa 2.000 clienti attivi in svariati settori, dall’automotive all’aeronautico, dall’edilizia alle valvole termostatiche, dall’elettrodomestico ai computer ecc. Sotto la guida dei fratelli Nicola ed Alberto Pagnin, rappresentanti della seconda generazione, la società padovana consuma circa 925 tonnellate di materiale all’anno, occupa 35 persone e fattura tra i 5,5 e i 6 milioni di euro, di cui il 20% dovuto all’esportazione diretta, sia in Europa (Spagna, Svizzera, Francia, Germania), che fuori dai suoi confini (Stati Uniti, in Canada, Turchia, Grecia, Vietnam ecc.).  “Ciliegina sulla torta”, la certificazione di qualità ISO 9001 conseguita nel 2000.

Una buona notte con le molle!

Macchina piegatrice automatica

Con le molle se ne fanno davvero di tutti i colori, anzi, di più. Le loro applicazioni sono così vaste e talvolta incredibili da lasciare a bocca aperta: nel nostro giro fra i mollisti abbiamo conosciuto quella “per il prosciutto”, presente nello stampo impiegato nel processo produttivo di questo squisito salume; poi a sorprenderci è stata la più lunga del mondo con i suoi 100 metri e passa, nata per sostenere i condotti in tessuto dell’aria condizionata; per non parlare poi dell’esemplare che impiantata nel cuore permette di curare chi soffre di scompenso cardiaco; in seguito abbiano tutti sorriso nel conoscere quella “a banana”, sviluppata per garantire alte prestazioni alle frizioni automatiche delle auto. E quando credi di averle sentite proprio tutte ecco che, visitando un nuovo mollificio, vieni puntualmente smentito. Come è avvenuto entrando in quello presentato in queste pagine. Qui il responsabile di produzione ci ha riferito di una molla, realizzata su commissione di un medico, che l’aveva brevettata, il cui scopo, strano ma vero, è far smettere di russare! In lega di titanio e costituita da una coppia di molle coniche collegate tra loro da un filo dello stesso materiale, essa viene inserita nelle narici e tenendo allargate le cavità nasali dovrebbe interrompe quel fastidioso rumore che tanto turba le notti di numerose mogli (e pure di qualche marito).

 

 

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