Tecnofil: un mondo attorno al filo

Il desiderio di allargare vieppiù il proprio ventaglio di offerte nel settore del filo metallico, unito ad una smisurata vocazione verso l'innovazione dei processi produttivi, ha consentito ad una ditta bresciana di attrarre attorno a sé una fitta rete di committenti che insieme abbracciano quasi tutto il mondo industriale.

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Bobine di filo in diverse finiture, da 0,4 a 8,0 mm di diametro.

Fra le innumerevoli applicazioni del filo metallico ce n’è una che di sicuro è nota a tutti perché riguarda dei minuscoli articoli che non possono mancare nel cassetto o sul piano di una qualunque scrivania, sia che essa si trovi nell’ufficio del luogo di lavoro o nello studio di casa: i punti metallici per la pinzatrice, indispensabili per unire fra loro documenti cartacei di vario genere.

Con altrettanta certezza riteniamo di poter affermare che pochi sono, invece, coloro che conoscono la materia prima da cui, tramite stampaggio, si ricavano i punti metallici: la bandella. Un prodotto innovativo, nato negli anni ’80 del secolo scorso in America, la cui introduzione ha letteralmente sconvolto il mercato dei punti metallici. A spiegarci perché è la Tecnofil S.p.A. di Gottolengo (BS) che vent’anni fa ha iniziato la sua avventura industriale proprio con la produzione di bandella.

Da sinistra: Simone Zacco, Andrea Zacco, Roberto Fenocchio e Daniele Zacco, rispettivamente, direttore produzione, direttore vendite, direttore tecnico e direttore logistica della Tecnofil S.p.A.

Da sinistra: Simone Zacco, Andrea Zacco, Roberto Fenocchio e Daniele Zacco, rispettivamente,
direttore produzione, direttore vendite, direttore tecnico e direttore logistica della Tecnofil S.p.A.

Dalla bandella al filo e oltre
«Che l’avvento della bandella abbia rappresentato un’enorme svolta nella produzione di punti metallici è un fatto inconfutabile – asserisce il direttore vendite, Andrea Zacco – basti pensare che mentre prima scaturivano da un unico filo, piegati a U e incollati uno a fianco all’altro per formare la stecca da inserire nella cucitrice, con la bandella, costituita invece da più fili già uniti fra loro, la stecca di punti metallici ha potuto essere creata direttamente dalla bandella stessa». Questo rivoluzionario prodotto per i primi 5-6 anni della sua esperienza ha interamente riempito le giornate della Tecnofil, poi il progressivo calo della domanda, dovuto all’affermarsi di soluzioni alternative, ha indotto i titolari a orientarsi verso altre proposte sempre però riservate al settore del filo metallico. Da quel momento con la parola d’ordine “diversificazione” ben impressa nella mente essi hanno abbracciato nuove produzioni arricchendo nel tempo così tanto il catalogo aziendale da rendere difficile l’elencazione di tutti gli articoli che ne fanno parte. Ora, fra le sue pagine, a spiccare non è più la cara e vecchia bandella, che la società lombarda, unica in Italia, comunque continua a proporre insieme alle relative macchine per crearla, bensì il filo in acciaio a basso e medio tenore di carbonio, offerto, in un arco di diametri da 0,40 a 8,00 mm, nelle seguenti tipologie: zincato, lucido saponato/ pulito, matassato da 15 a 40 kg, cotto nero/bianco, ramato, stanox, infustato, skinpassato, rivestito con polimeri.

Bandella prodotta attraverso la laminazione a freddo ed il successivo incollaggio a caldo dei fili metallici.

Bandella prodotta attraverso la laminazione a freddo ed il successivo incollaggio a caldo dei fili metallici.

Uno spazio consistente è altresì occupato dai macchinari per la produzione e la lavorazione dei fili suddetti che, come le bandellatrici, vengono progettati e costruiti internamente, filiere comprese. Ma non è tutto, nella brochure, infatti, si apprende anche che l’impresa sviluppa e produce direttamente ogni componente, dalla carpenteria alla meccanica di precisione, dai quadri elettrici ai software per proporre soluzioni personalizzate di estrema affidabilità e dagli elevati rendimenti.

Il core business è il filo zincato
«Oggi pensiamo di essere una delle realtà più diversificate dal punto di vista della clientela – informa Andrea Zacco – e lo dimostrano le innumerevoli applicazioni dei nostri fili che diventano, solo per fare alcuni esempi, reti a maglia sciolta, gabbioni paramassi, armature per cavi elettrici, fibre per cemento, manici per secchi, grucce, molle, minuterie metalliche ecc. Il filo più gettonato in assoluto dalla committenza, e dunque core business della società, è quello zincato a caldo il quale copre oltre il 50% della produzione totale, attualmente pari a 50mila tonnellate annue, quantità che dal gennaio prossimo è destinata ad aumentare del 40% in virtù di un importante investimento che ci consentirà di diventare i principali fornitori europei di filo zincato a basso e medio tenore di carbonio e di aggiungere all’offerta anche il filo rivestito in zinco-alluminio».

Filo rivestito con coperture di polimeri di 0,07 mm.

Filo rivestito con coperture
di polimeri di 0,07 mm.

La soddisfazione che traspare dalle parole del nostro interlocutore nel darci questa notizia si fa ancora più evidente quando ci illustra il vasto parco macchine a disposizione delle maestranze, di cui esalta l’entusiasmo e lo spirito di squadra, che ravvisa anche nelle giovani leve: «Per la trafilatura a secco ci avvaliamo di 16 impianti che vanno da 4 a 12 passi, mentre per la trafilatura a bagno le linee in funzione, da 7 a 21 passi, sono una ventina, di cui una buona parte col marchio Tecnofil. Alla zincatura del filo è invece delegato un imponente impianto in linea di ultima generazione lungo 170 metri capace di lavorare contemporaneamente 30 fili con diametri da 1,25 a 6,50 mm, al quale ne verrà presto affiancato uno a 40 fili, ancor più produttivo, tecnicamente avanzato e totalmente automatizzato. Relativamente alla ramatura e bronzatura a farsi valere è una linea a 10 fili mentre per la skinpassatura, sia di fili lucidi che zincati, interviene un reparto dedicato con 4 impianti. Il particolare rivestimento con polimeri plastici (dal nylon al PET) vede protagonista un nostro impianto in grado di applicare, su fili con diametri da 0,50 a 2,50, una copertura minima di 0,07 mm con la massima adesione. Completano poi il quadro tecnologico un impianto di matassatura e due forni a pozzo con sistema di riscaldo elettrico per la ricottura in ambiente controllato ad azoto».

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Linea di produzione bandella multifilo.

I vantaggi del doppio ruolo
«Essere oltre che trafilieri costruttori di macchine per il filo ovviamente ci fornisce una marcia in più rispetto alla concorrenza – sottolinea il direttore vendite – la quale ci consente di risolvere rapidamente eventuali problemi che talvolta si incontrano durante la produzione e di scongiurare così il pericolo di odiosi fermi macchina; l’esperienza maturata nelle due attività, in stretta simbiosi tra loro, circa sette anni fa ci ha inoltre permesso di introdurre una significativa innovazione nel processo, vale a dire l’applicazione della tecnologia utilizzata per trafilare a secco, quindi a multipasso, alla trafilatura a bagno fino a quel momento eseguita con coni di trafilatura a riduzione fissa. Ciò che in pratica il nostro ufficio studi ha partorito è stato un prototipo di linea antislittamento con riduzione variabile rivelatasi davvero molto efficace destando vivo interesse nelle maggiori manifestazioni fieristiche mondiali di settore nelle quali l’abbiamo finora presentata».

Trafila a bagno antislittamento TBL, progettata per apportare i vantaggi delle trafile a secco nei processi di trafilatura a bagno.

Trafila a bagno antislittamento TBL, progettata per apportare i vantaggi delle trafile a secco nei processi di trafilatura a bagno.

Alla domanda su cosa possa ancora riservarci la tecnologia, posta invitandolo ad usare anche un pizzico di fantasia, Andrea Zacco risponde così: «A mio avviso la ricerca dovrebbe focalizzarsi sulla filiera, quindi sullo stadio cruciale del processo, dove avviene la riduzione del filo; fase che può essere migliorata, sia a livello di consumi energetici che di qualità superficiale del filo, attraverso un ottimale connubio fra materiale e geometria della filiera e lubrificanti e stearati. Spingendomi poi oltre i confini del reale, ma forse neanche troppo, mi piace immaginare un futuro in cui l’attrito diretto fra il filo e il tungsteno o il diamante della filiera, che genera calore, sprechi e danneggia il materiale, possa essere cancellato grazie a nuove tecnologie».

Tornando coi piedi per terra il nostro interlocutore riserva la parte finale della conversazione a quella che reputa la principale sfida da affrontare: «Nel mercato dei trafilieri, condizionato dal costo della materia prima che può avere oscillazioni enormi, è assolutamente necessario diventare cost leader, vale a dire imparare a gestire al meglio gli acquisti e, con professionalità e tecnologie all’avanguardia, proporre filo di altissima qualità al miglior prezzo. Obiettivo arduo, ma che ci sforzeremo con tutte le forze di centrare».

Linea automatica per la zincatura a caldo per fili metallici da 1,20 a 6,50 mm di diametro

Linea automatica per la zincatura a caldo per fili metallici da 1,20 a 6,50 mm di diametro

Qualità, serietà e trasparenza certificate
Perseguendo l’obiettivo della qualità dei prodotti e dei servizi offerti, e orientandosi al continuo miglioramento finalizzato alla crescita della capacità professionale, la Tecnofil ha stabilito l’implementazione del proprio sistema di gestione per la qualità in accordo alla norma internazionale UNI EN ISO 9001:2008. Tale sistema si concretizza con il lavoro e l’impegno quotidiano, il senso del dovere comune, unitamente all’acquisizione di tecnologie al passo con i tempi. Ogni lotto produttivo viene sottoposto a rigidi controlliper monitorare le caratteristiche del prodotto ed assicurarsi che risponda sempre alle richieste del cliente. Ad arricchire l’immagine aziendale figura inoltre la OHSAS 18001 (Occupational ealth and Safety Assessment Series), certificazione che attesta l’applicazione volontaria, all’interno di un’organizzazione, di un sistema che permette di garantire un adeguato controllo riguardo alla sicurezza e la salute dei lavoratori. Ma non è tutto, in tema normativo, infatti, la società lombarda, aderisce altresì alla legge 231, in base alla quale le aziende e gli enti in genere possono essere chiamati a rispondere in sede penale per taluni reati commessi nel proprio interesse o vantaggio dai propri amministratori o dipendenti.

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