Qualità del prodotto, primo fattore di competitività per le imprese

La qualità del prodotto è per il Made in Italy di qualunque comparto industriale primo fattore di competitività per le aziende. È quanto emerge dal Report di approfondimento Istat svolto nell’ambito del 9° censimento generale dell’industria e dei servizi.

Nelle proprie strategie generali, le imprese italiane fanno leva principalmente sul miglioramento della qualità del prodotto o del servizio offerto, indicato dal 76,2% delle aziende come proprio fattore competitivo. Seguono a distanza la competizione basata sul prezzo (35,1% delle imprese), sulla flessibilità produttiva al variare della domanda, sulla diversificazione dell’offerta di prodotti e servizi (poco più del 21% per entrambi).

Anche in questo caso la graduatoria dei vantaggi competitivi non muta nelle sue linee fondamentali in funzione di caratteristiche comportamentali e strutturali, tuttavia emergono alcune evidenze significative. In particolare, la qualità del prodotto e la flessibilità produttiva sono ritenute importanti soprattutto dalle imprese dell’industria in senso stretto (82,6% e 43,1% rispettivamente) e meno da quelle del commercio (73,5% e 12,4%); del resto queste ultime sono quelle che puntano soprattutto su una competizione di prezzo (40,2%).

La concorrenza di prezzo è particolarmente importante per le imprese di piccole e piccolissime dimensioni (circa 35%) rispetto alle più grandi (29,0%), queste ultime infatti preferiscono più delle altre la diversificazione dei prodotti e servizi offerti (32,7%). Le imprese di piccole e medie dimensioni adottano  come fattore di competitività in particolare la flessibilità produttiva al variare della domanda (30,2 e 33,4% rispettivamente), soprattutto quelle della manifattura (50% delle piccole e medie imprese), con valori intorno al 60% in settori come la fabbricazione della carta, di articoli in gomma e plastica e nella metallurgia.

La differente propensione alla flessibilità produttiva è uno dei fattori che più sottolinea la distanza tra regioni del Nord e del Meridione: la quota di imprese che lo indica come punto di forza è pari al 25% circa nel primo caso e scende sotto il 15% nel secondo.

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