Più redditizie le Pmi online

Fotolia_13190012_LSecondo l’ICANN, l’Authority Mondiale di Internet, l’Italia soffre di un ‘ritardo digitale’. Nella classifica che misura il grado di partecipazione di cittadini e imprese all’internet economy, il Bel Paese si è infatti collocato al 36° posto, dopo quasi tutti i paesi Ocse.

Una situazione che è stata confermata anche da un’analisi dello Studio Giaccardi&Associati di Ravenna, secondo cui questa problematica caratterizza in particolare le nostre Pmi, la cui maggioranza sembra non aver ancora percepito le reali opportunità di crescita economica offerte dal web.

Secondo questa indagine, in generale le imprese attive online sono imprese di dimensione medio-piccola, con un fatturato inferiore ai 50 milioni di euro e meno di 100 dipendenti. Rispetto alla media Istat del settore economico di appartenenza, sviluppano un fatturato maggiore e tendono ad avere un trend crescente anche nel numero di occupati. Inoltre, negli ultimi anni sono addirittura cresciute economicamente, facendo segnare aumenti del 15% nelle esportazioni e del 34% in occupazione. Utilizzano i social network per creare canali di comunicazione diretta con i propri acquirenti e sfruttano l’e-commerce per allargare le proprie quote di mercato oltre i confini nazionali.

Partendo da questi dati, nelle province di Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna è stato avviato, con la collaborazione delle Camere di Commercio e di partner privati, un progetto di ricerca e sperimentazione di piattaforme web per la partecipazione online delle aziende, da cui è emerso un dato molto indicativo: le piccole e medie imprese attive online (circa il 31% del totale) crescono addirittura cinque volte di più rispetto a quelle che non lo sono.

Questo progetto, che ha reso ancor più evidente l’importanza della presenza online delle Pmi italiane, potrebbe essere presto replicato in altre zone d’Italia, permettendo così un monitoraggio continuo delle esigenze delle aziende e dei territori. Con un duplice possibile vantaggio: le imprese migliorerebbero la capacità di riconoscere le nuove domande del mercato, mentre le pubbliche amministrazioni territoriali avrebbero a disposizione degli indici che consentano loro di adottare provvedimenti mirati, evitando la dispersione delle proprie risorse.

Condividi quest’articolo
Invia il tuo commento

Per favore inserisci il tuo nome

Inserisci il tuo nome

Per favore inserisci un indirizzo e-mail valido

Inserisci un indirizzo e-mail

Per favore inserisci il tuo messaggio

Tecnologie del Filo © 2017 Tutti i diritti riservati