Molle tricolori alla conquista del mondo

Da sinistra: Luisa, Fabio, Federico ed Andrea Visentin, rispettivamente, area manager estero, tecnico commerciale, amministratore delegato, responsabile sistemi informativi della Mevis S.p.A

Con le scelte, più o meno ponderate, compiute quotidianamente determiniamo nel bene o nel male  il nostro destino: su questo dovremmo essere tutti d’accordo. C’è chi poi si spinge a sostenere che basta solo concentrarsi su ciò che si vuole per attrarlo e dunque i pensieri di oggi possono aprirci le strade al domani. Al di là di considerazioni filosofiche di sorta fa effetto constatare quanto siano numerosi gli eventi importanti della nostra vita scaturiti da fatti o incontri casuali, o, chissà, forse voluti da una forza invisibile che prendendoci per mano ci ha spinto in una certa direzione. Il successo della Mevis di Rosà (VI), ad esempio, storico mollificio italiano, ha un forte legame con la casualità e parte, pensate un po’, da un clamoroso errore del fondatore, Adriano Visentin: l’acquisto di una macchina sbagliata per la tipologia di prodotto che voleva cominciare a realizzare. In seguito intelligenza e capacità imprenditoriali hanno fatto il resto, naturalmente.

A spiegarci l’accaduto, guidandoci inoltre nelle problematiche del mercato globale, è il figlio Federico, amministratore delegato di questa dinamica società.

Sbagliando si diventa grandi

«Effettivamente la storia della nostra azienda, nella sua parte iniziale, è veramente curiosa e per questo si finisce sempre col raccontarla: durante la visita ad una fiera a Milano passeggiando fra gli stand mio padre è colpito ad un piede da una grossa molla rotolata giù dalla macchina che l’ha appena prodotta. Nell’osservarla gli viene in mente che alcuni amici occupati in imprese del distretto vicentino delle selle per biciclette si lamentano sempre delle difficoltà che incontrano nel reperimento delle molle, per rifornirsi delle quali devono spingersi fino a Lecco. Subito fa due più due, si rivolge al titolare della ditta espositrice e gli ordina una macchina, non accorgendosi però che quella scelta non è una torsionatrice, adatta alla produzione delle molle a trazione utilizzate per le selle delle biciclette, bensì una avvolgitrice, specifica invece per molle a compressione. Nonostante il clamoroso errore non si perde d’animo, arrabattandosi, con opportune modifiche riesce comunque a far eseguire alla sua macchina  anche gli occhielli, ma il risultato finale non è certo il massimo. E mentre si rassegna all’idea di restituirla al mittente interviene la fortuna: dal mercato la richiesta delle molle che voleva costruire sta crollando perché al loro posto per le selle di biciclette si stanno usando particolari forcelle; al contrario è in aumento la domanda di molle a compressione e dunque un’avvolgitrice è proprio ciò che ci vuole per far proseguire l’attività».

Da allora è passato più di mezzo secolo e ora presentare la Mevis come un mollificio sarebbe molto riduttivo, visto che diversi suoi prodotti entrano in altri segmenti della componentistica metallica; nel suo corposo catalogo, infatti, oltre a tutte le tipologie di molle in filo e in nastro, troviamo bobine in rame, particolari in filo piegati e in tubo, tiranteria, contatteria, elementi tranciati e stampati, anelli ecc. Realizzati impiegando fili con diametri da 0,08 a 7 mm e nastri con spessori compresi fra 0,10 e 5 mm i prodotti suddetti, dopo essere stati sottoposti, se necessario, a specifici trattamenti termici  o superficiali raggiungono il migliaio di clienti sparsi un po’ in tutto il mondo e operanti, in ordine di importanza, nei settori automotive, elettromeccanico, elettrodomestico, moto-ciclo, equipaggiamento sportivo. Tutte le attrezzature e gli stampi impiegati per la creazione dei particolari tranciati e stampati, che oggi rappresentano la voce più importante dell’offerta aziendale, nascono internamente.

La sfida è abbassare i costi

«Nel corso degli anni la produzione si è estesa a componenti elastici diversi dalle classiche molle – precisa Federico Visenti – perché solo con esse sarebbe stato veramente difficile crescere in termini di fatturato, aprire due stabilimenti in Slovacchia e riuscire a dialogare con importanti protagonisti mondiali dei nostri principali settori di riferimento i quali, in misura sempre maggiore, cercano un unico fornitore in grado di consegnargli la più ampia gamma di prodotti, in tempi brevi e nel pieno rispetto dell’eccellenza qualitativa. In quest’ottica oggi per un mollificio la scelta di rimanere piccolo, limitandosi magari a realizzare pochi prodotti, seppur di super nicchia, può diventare un serio limite nel mercato globalizzato». Continui e cospicui investimenti in impianti tecnologicamente avanzati (alcuni costruiti in casa dagli stessi sui tecnici) abbinati ad un esteso uso delle logiche di produzione e spedizione Just in Time e di Lean Production (Kanban, Rapid Tools Setting) consentono alla società di garantire alla clientela una qualità rigorosa certificata dalle normative ISO 9001 e ISO TS16949. Un tema, quello della qualità, sul quale il nostro interlocutore svela alcuni retroscena: «Per i clienti più esigenti, con particolare riferimento a quelli del comparto automotive, la qualità totale, intesa come zero difetti, zero magazzino, consegne giornaliere, viene ormai data per scontata, e se rilevano una difettosità da 1 a 5 ppm sono capaci di inviare una delegazione di tecnici per esaminare scrupolosamente ogni fase del tuo processo. Quello che in aggiunta oggi pretendono, e qui sta per noi la vera sfida, è una consistente riduzione dei costi, obiettivo che insieme si cerca di centrare attraverso una migliore organizzazione interna, la riduzione degli sprechi, una maggiore automazione e precisione degli impianti, l’impiego di nuovi e più leggeri materiali e anche con un dimensionamento del componente meno generoso e garantista rispetto a prima, talvolta a scapito poi della sua durata».

Il valore più grande è l’uomo

Se volessimo presentare le oltre cento macchine all’opera nei vari reparti, da quelle per la produzione dei componenti elastici a quelle ad asportazione di truciolo, protagoniste in attrezzeria, non basterebbe l’intero spazio riservato a questa intervista; ci limitiamo pertanto a riferire che sono impianti all’avanguardia di elevata affidabilità. «Come è già stato ribadito, i macchinari recitano una parte importante nel perseguire quella competitività necessaria per tenere testa ad una concorrenza alquanto agguerrita – interviene l’amministratore delegato – tuttavia siamo convinti che la risorsa più preziosa continui ad essere l’uomo, per noi al centro di ogni obiettivo. È nella nostra creatività, nell’intuizione che sappiamo cogliere, nella passione che proviamo quando costruiamo soluzioni efficaci e innovative. È nel continuo voler crescere non solo nel proprio ruolo ma come squadra, perché l’abitudine e la voglia di lavorare insieme costituisce un importante stimolo al miglioramento complessivo dell’organizzazione. Ed è anche in un atteggiamento etico nei riguardi del prossimo e dell’ambiente. Valori, questi, che ci piace associare al nome Mevis». Certo di poter contare su un gruppo affiatato di persone che in azienda non condividono solo momenti di lavoro, ma anche di svago e relax nella palestra e nei campi sportivi a loro disposizione, Federico Visentin guarda al domani con fiducia: «Evitando le solite battute sull’elasticità e le capacità di reazione finora dimostrate dei mollisti italiani, a mio avviso secondi solo ai tedeschi e ai giapponesi, ritengo che possiamo ancora avere dei numeri da spendere. Per quanto ci riguarda, oggi gli ordini non ci mancano. Cercheremo di tenere i nervi saldi e di percorrere la strada dell’internazionalizzazione creando altre unità produttive nei paesi a più basso costo di manodopera dove  si sono insediati grossi clienti. In sostanza dovremo seguire il messaggio da tempo lanciato dal presidente dell’Anccem: diventare sempre più globali. Il tempo del “piccolo è bello” è finito!».

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