Macchine per il filo: i costruttori fra stasi e ripartenza

È stata da poco completata la tradizionale indagine che Centro Marketing realizza per monitorare l'andamento del settore dei produttori di macchine per il filo fra un trimestre e l'altro. Si riferisce questa volta al periodo compreso fra l'aprile e il giugno del 2015 in cui non mancano segni positivi.

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Centro Marketing Srl ha ultimato di recente l’indagine a campione sull’andamento dei costruttori di macchine per il filo in attività nel nostro Paese e aderenti alla galassia di Acimaf, sigla di categoria che ne raggruppa circa 60. Il numero rende l’idea dell’affidabilità dell’inchiesta condotta da Centro Marketing, visto che le società interpellate in questa occasione sono state complessivamente ben 47.

Come da consuetudine, i rilevamenti di Centro Marketing sono su base trimestrale e quello da poco effettuato ha preso in considerazione il periodo compreso fra l’aprile e il giugno di questo stesso anno. Cinque sono stati invece i parametri dei quali si è tenuto conto. L’andamento del fatturato in primo luogo; la performance della produzione; quella degli ordinativi; la provenienza geografica delle richieste di preventivo e per finire i Paesi o le macroregioni dalle quali sono giunti gli ordini.

Da notare immediatamente è il fatto che dal punto di vista del puro business, del volume d’affari generato nel secondo trimestre del 2015, le note negative appaiono tutto sommato contenute. Secondo la statistica 17 produttori su 47, pari cioè al 36% del totale, hanno visto i loro fatturati in crescita; mentre solamente sette, a espressione del 15% degli interpellati, sono le imprese che hanno registrato, in questo stesso ambito, un decremento, anche se è impossibile determinarne l’entità. Complessivamente a spiccare è il numero delle insegne i cui incassi sono rimasti, nei tre mesi, sostanzialmente stabili. Il 49% dei rispondenti, cioè 23 aziende su 47 parlano di un fatturato statico.

Guardando invece alle dinamiche produttive sono da sottolineare l’identica incidenza dei costruttori il cui output non ha subito variazioni di rilievo – sempre il 49% dei partecipanti alla rilevazione – mentre le società che hanno testimoniato di un incremento sono 19, ovvero il 40% del campione. Una discesa riguarda sole cinque realtà sulle quasi 50 coinvolte, l’11% di quelle ascoltate da Centro Marketing Srl.

Ben più variegata e per certi versi contraddittoria, aperta forse al pronostico di un futuro più complicato, è la descrizione del comportamento degli ordinativi. Perché se è vero che il 45% degli associati ad Acimaf sentiti per l’occasione ha dichiarato di averne salutato l’aumento, pure non è trascurabile il peso di quanti hanno assistito a una loro flessione, il 26%, con 12 vendor di macchine per il filo su 47. La staticità è infine propria del 30% degli intervistati, ovvero 14 su 47.

I mercati di sbocco: in testa America, Estremo Oriente ed Europa
Prevedeva naturalmente una risposta multipla il quesito che Centro Marketing Srl ha proposto, per la sua inchiesta trimestrale, circa le aree del mondo dalle quali provengono le domande per un preventivo. Dalle risposte ottenute sembra possibile evincere la preponderante importanza del mercato domestico.

Cattura2E’ infatti in arrivo dall’Italia l’81% delle richieste; e il 94% viene comunque dal continente europeo. Importante è però ricordare il 72% di risposte riguardanti l’America (del Nord e Latina); insieme con il 66% di quelle che parlano di preventivi richiesti dall’Asia Orientale. Minore (con il 38% delle risposte) è l’influenza della Cina; e contenuta al 53% quella della Russia; laddove sembra comunque degno di attenzione il 49% di risposte che indica nell’India una fonte di contatti. 26 costruttori di macchine per il filo su 47 (cioè il 55% del campione) godono di interesse anche da parte di regioni diverse da quelle sino a qui menzionate.

Se questo è il quadro complessivo delle richieste di preventivi dalla nostra Penisola o dall’estero, leggermente diverso si presenta al contrario quello inerente gli ordini. Il 74% di essi (per 35 imprese produttrici su 47) porta targa tricolore e l’81% (38 costruttori) è made in Europe. La Russia è citata dal 19% degli intervistati solamente; le nazioni orientali dell’Asia, invece, da 20 rispondenti, rappresentanti il 43% del totale. Il 17% dei partecipanti all’indagine ha ottenuto ordinazioni dalla Repubblica Popolare Cinese e il 26% dall’India. Molto significativo appare anche il 60% di produttori che ha ricevuto ordini da Nord e Sud America; per chiudere col 40% (19 risposte su 47) di chi dialoga anche con altre aree.

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