Lombardia-Asia: export in costante aumento

La Lombardia investe sempre più nel continente asiatico, con un business che in soli sei mesi è arrivato a quasi 19 miliardi di euro, circa un terzo del totale italiano. L’export, dal 2003 al 2013, è passato da 4,6 a 8,5 miliardi di euro: +84%. Cina, Giappone e Corea i maggiori destinatari di prodotti lombardi, ma le esportazioni in dieci anni sono cresciute soprattutto con Qatar (+286%), India (+218%), Emirati Arabi (+188%) e Singapore (+141,6%).

Le esportazioni di Milano nel 2013 superano i 4 miliardi di euro, quelle di Bergamo  i 922 milioni, +75,1%, quelle di Varese  i 865 milioni circa, +108,1%. In dieci anni sono forti le crescite registrate anche per Lodi, Sondrio, Lecco, Pavia, Varese e Brescia. Il settore trainante resta il manifatturiero che passa dai 4,6 miliardi del 2003 agli 8,4 del 2013: si esportano soprattutto macchinari (2,7 miliardi, +84,4%) ma anche moda (1,3 miliardi, +103,8%).

Nell’import prevalgono invece Cina, Qatar e Vietnam. Dopo Milano, le maggiori importazioni vanno a Mantova (8,5% del totale lombardo, +124% in dieci anni). Computer e apparecchi elettronici rappresentano quasi un quarto dell’import manifatturiero (1,9 miliardi, +54,9% dal 2003 ad oggi). Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Istat nei primi sei mesi 2013 in confronto allo stesso periodo del 2003.

“L’economia asiatica è sempre più un fattore determinante per le dinamiche economiche globali – ha dichiarato Pier Andrea Chevallard, segretario generale della Camera di commercio di Milano e Direttore della sua azienda speciale Promos per l’internazionalizzazione-. Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito ad una crescita molto interessante di numerosi nuovi mercati asiatici, che ha contribuito a spostare gli equilibri del commercio internazionale, diventando sempre più strategici anche per le nostre imprese. È perciò più che mai nostro compito far conoscere questi mercati agli imprenditori e fornir loro tutti gli strumenti necessari affinché possano sviluppare la propria attività sia in questi contesti nuovi che in quelli già consolidati, come la Cina”.

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