L’evoluzione corre sul filo

L’industria italiana delle tecnologie e dei macchinari indirizzati alle trafilerie ha attraversato nel corso del trimestre estivo un momento di particolare slancio. A darne testimonianza sono state le rilevazioni che la società di ricerca Centro Marketing ha effettuato fra ottobre e dicembre.

Potrà anche sembrare paradossale ma per una volta registrare una serie di segni zero è in realtà la spia di un andamento positivo. Nel comparto dei costruttori di macchine per il filo italiani, rappresentati dalla sigla di categoria Acimaf, zero è la cifra delle aziende che hanno sofferto nel trimestre estivo (da luglio a settembre) una flessione dei fatturati. E sempre pari a uno zero spaccato è la percentuale dei vendor che hanno assistito, nel medesimo periodo, a un assottigliamento dei volumi di produzione. Tutti quelli appena citati sono altrettanti segnali della buona salute del settore, almeno in base a quel che hanno registrato con le loro interviste gli specialisti di Centro Marketing, che ha appena rilasciato un’analisi aggiornata. Dal punto di vista del volume d’affari complessivo, è emerso dalla statistica che il 66% delle società interpellate ha assistito nei tre mesi esaminati a un incremento delle vendite; laddove il 34% ha riportato dei fatturati stabili. In nessuna circostanza, appunto, è stato al contrario possibile notare un decremento degli incassi. Secondo consuetudine, gli intervistatori di Centro Marketing hanno quindi proceduto ad analizzare l’andamento della produzione. Le risposte non sono state granché dissimili visto che nessun fornitore ha lamentato una discesa dell’output. Il 68% delle rispondenti ha quindi parlato di un volume produttivo in crescita; il restante 32% ha archiviato un trimestre all’insegna della stabilità, senza variazioni rilevanti.

Preventivi, ordini e globalizzazione
Lasciano intravedere un futuro altrettanto incoraggiante le risposte al quesito riguardante gli ordinativi. Nei tre mesi compresi fra luglio e settembre del 2017 è stato addirittura il 78% delle partecipanti al sondaggio ad affermare che gli ordinativi sono andati in crescendo; mentre solamente il 22% li ha descritti come stazionari. Anche in questo caso, merita di essere sottolineato il fatto che nessun produttore e fornitore di macchine per il filo ha patito un cambiamento in negativo del suo order book, a testimonianza della vivacità del mercato. Acquista ulteriore interesse, alla luce di queste evidenze, l’indagine sulla provenienza geografica degli ordini, da un lato, e dall’altro delle richieste di preventivo ottenute dal made in Italy del filo. Per quel che riguarda le seconde, il primo territorio d’origine è, nel suo complesso, l’Europa, che ha ottenuto il 95% dei consensi (si prevedeva chiaramente la possibilità di una risposta multipla) seguita dall’Italia stessa, con il 93%. Scorrendo l’ideale graduatoria verso il basso si può evidenziare l’83% attribuito alle richieste di preventivo dal continente americano, per 12 punti superiore al 71% che è stato appannaggio della Russia. L’Est Asiatico è stato citato dal 68% degli intervistati e l’India dal 61%; la Repubblica Popolare Cinese solamente dal 46%, senza dimenticare poi il 63% alla voce Altri Paesi. Come già si era avuto modo di vedere in altre occasioni, l’industria tricolore delle macchine per il filo appare ottimamente disposta all’internazionalizzazione e un ulteriore riscontro è giunto dalla disamina degli ordinativi. L’Europa è stata citata nel 93% delle interviste e l’Italia nell’88%; il 63% ha indicato le Americhe; il 51% la Russia e il 46% le regioni dell’Estremo Oriente. Chiudono la serie l’India (39%); la Cina (32%); le altre nazioni (51%).

Condividi quest’articolo
Invia il tuo commento

Per favore inserisci il tuo nome

Inserisci il tuo nome

Per favore inserisci un indirizzo e-mail valido

Inserisci un indirizzo e-mail

Per favore inserisci il tuo messaggio

Tecnologie del Filo © 2018 Tutti i diritti riservati