ItalNord Springs: il gusto delle sfide da affrontare con le… molle

Secondo il mollificio presentato in queste pagine, protagonista nel varesotto, ciò che rende piacevole e stimolante il lavoro fra avvolgitrici, spring former e trancia-piegatrici è quel senso di sfida sempre percepibile quando ci si cimenta nella realizzazione di un nuovo componente elastico. Già perché ogni volta si comprende che nulla si può dare per scontato e che l’esperienza non è mai abbastanza.

Giulia Pelosi, titolare della ItalNord Springs S.r.l.s., con il padre Francesco e il fratello Stefano.

Le prime trovano la loro classica applicazione nei cosiddetti O-ring, cioè gli anelli in elastomero a sezione circolare usati come guarnizione meccanica o sigillo; più nello specifico essi vengono progettati per essere inseriti in appositi alloggiamenti e compressi durante l’assemblaggio di due o più parti, creando così una guarnizione di tenuta in gruppi meccanici, da quelli di auto o navi a quelli di macchine movimento terra o di elettrodomestici, tanto per citarne solo alcuni. Le seconde, invece, hanno diversi compiti nei riguardi dei tubi in materia plastica, con diametri da 15 a 100 mm, impiegati in sistemi oleodinamici: proteggerli dallo sfregamento, impedire che possano piegarsi e rompersi con la conseguente fuoriuscita dell’olio che in essi scorre e, infine, scongiurare deformazioni o, peggio, deflagrazioni nei casi in cui la pressione all’interno dei tubi stessi raggiunga livelli molto elevati. Stiamo parlando di molle per guarnizioni e di molle per la protezione di tubi, due famiglie di elementi elastici, delle sei nel catalogo della ItalNord Springs S.r.l.s. di Arsago Seprio (VA), di certo classificabili fra le più inconsuete.

Insieme di molle.

Molle a tutto tondo
«Il fatto che nel nostro ventaglio produttivo vi siano le due suddette categorie di molle, generalmente poco presenti nell’offerta della maggior parte degli altri mollifici italiani, non è affatto casuale – esordisce la proprietaria, Giulia Pelosi – ma fa parte della strategia che ci siamo imposti di perseguire per avere maggior chance di successo nell’affollato mercato delle molle, e cioè proporre anche prodotti particolari, che ci consentissero di agganciare prestigiosi clienti di fama mondiale, come poi, per fortuna, è avvenuto, anche in virtù dei numerosi e importanti investimenti effettuati in macchinari adeguati».

A illustrarci per sommi capi le tipologie di molle in questione è il padre della titolare, Francesco, classe 1957, nel mondo degli elementi elastici dall’età di 16 anni, e dunque con un invidiabile know-how che oggi mette al servizio della ItalNord Springs: «Quelle per guarnizioni sono molle a trazione di altissima qualità che, a seconda delle loro applicazioni, talune davvero gravose, nascono da fili di acciaio al carbonio, di acciaio inox nonché di leghe speciali quali Inconel, Hastelloy e Elgiloy.

Molla a compressione conica, diametro filo 0,60 mm.

Occuparsi della loro realizzazione è assai oneroso perché, dato che sono richieste in grandi quantità e con fili di vari diametri (dallo 0,18 a 1,00 mm) è indispensabile essere muniti di almeno 10-20 macchine riservate solo ad esse, ognuna pronta per una specifica produzione. Le molle per la protezione di tubi, invece, costruite utilizzando fili di ferro zincato, acciaio al carbonio e inox, in genere le consegniamo nel formato standard di 1 metro di lunghezza, come pure in quello di 10 metri, ma per venire incontro alle esigenze della committenza siamo disponibili a una personalizzazione del prodotto, sia per quanto riguarda le misure che l’aspetto superficiale».

A completare il quadro produttivo di questa giovanissima impresa, nata appena 3 anni fa, vi sono poi altre quattro classi di prodotti: molle (a compressione, trazione e torsione), componenti tranciati (realizzati con l’ausilio di stampi progettati e costruiti internamente), particolari sagomati in filo e in nastro, anelli autosaldanti.

Molla a doppia torsione.

Un folto parco macchine
«Quello che siamo riusciti finora a concretizzare, forti anche di una precedente esperienza imprenditoriale, sempre nel comparto delle molle, portata avanti insieme a mio fratello Stefano, che ancora mi affianca in questa nuova avventura con il compito di seguire la produzione, ci inorgoglisce molto – afferma Giulia Pelosi – perché è il risultato di tanti sacrifici affrontati contando solo sulle nostre forze e senza alcun aiuto da parte delle banche, da cui preferiamo tenerci alla larga». Ed il frutto delle energie profuse da questa società a conduzione familiare è palpabile soprattutto in officina dove è all’opera (facendosi ben sentire durante l’intervista!) un parco macchine di tutto rispetto, presentatoci da Stefano Pelosi: «Per la produzione delle molle a rispondere all’appello ogni giorno sono una cinquantina di macchinari, fra i quali una ventina di avvolgitrici, di cui alcune a controllo numerico, una spring former a controllo numerico a più assi, tre torsionatrici, nove piegatrici, sei trancia-piegatrici meccaniche e tre molatrici.

Molla a torsione funzione fermaglio.

Relativamente, invece, alla costruzione degli stampi e delle attrezzature, essenziali per il funzionamento delle trancia-piegatrici, abbiamo in dotazione rettificatrici, torni, fresatrici nonché una macchina per elettroerosione a filo, che fa parte di uno degli ultimi investimenti compiuti. Con tali mezzi a disposizione e potendo contare su personale competente e motivato – sottolinea Stefano Pelosi – riusciamo a proporci come un’azienda flessibile in grado di evadere, in tempi brevi, sia commesse caratterizzate da grandi numeri (fino al milione di pezzi), che da piccoli, magari pure relativi a molle da eseguire a mano». «Nel prenderci in carico le necessità di un nuovo cliente – interviene la titolare – l’unica condizione che poniamo è che il rapporto di collaborazione instaurato non incida sul nostro fatturato per oltre il 10% in quanto vogliamo evitare dipendenze che potrebbero rivelarsi deleterie nel momento in cui il rapporto stesso dovesse per un motivo qualsiasi cessare. E questo spiega perché nel nostro data base figurino centinaia di nominativi appartenenti ai settori più disparati».

Molla protezione tubo.

Mercato interno un po’ assopito
Alla domanda su quale sia l’aspetto più positivo del lavoro di mollista è Stefano Pelosi il più lesto a rispondere, non prima di averci confidato che il fascino di quei “pezzi di filo avvolti in aria” ha cominciato a subirlo quando aveva ancora i pantaloni corti e bazzicando già l’officina del padre gli chiedeva di affidargli qualche lavoretto così da potersi rendere utile: «Ciò che più mi intriga in questo mestiere, che considero un’arte, è quel senso di sfida che si avverte nel momento in cui ci si appresta ad affrontare un nuovo lavoro, consapevoli che di sicuro ti consentirà di accrescere il tuo bagaglio professionale, arricchimento che talvolta giunge persino quando si ha a che fare con molle già costruite prima, perché lo stesso lavoro eseguito in momenti diversi può denunciare difficoltà differenti. Per non parlare poi della grande gratificazione che si prova nel vedere la soddisfazione negli occhi del cliente di fronte a un lotto di pezzi realizzati a regola d’arte e nel rispetto delle tempistiche concordate».

O-ring.

«Al di là degli ostacoli più o meno ardui che si incontrano – gli fa eco il padre, Francesco – un altro aspetto sorprendente del far molle è l’apprendere le loro applicazioni, talvolta nemmeno lontanamente immaginabili, come, ad esempio quella di una singolare molla a doppia torsione, caratterizzata da un’infinità di pieghe, commissionataci tempo fa, destinata nientemeno che a far funzionare un strano marchingegno usato dai veterinari per guidare in modo corretto il parto di una mucca!».

È la titolare, infine, a prendere la parola per descrivere lo stato attuale del mercato cercando inoltre di buttare un occhio oltre la soglia del presente: «Nel nostro Paese la situazione è di un generalizzato assopimento, tanto è vero che gli ordini che ci giungono sono quasi per intero destinati a prodotti che troveranno il loro impiego all’estero. Augurandoci un futuro un po’ più effervescente noi comunque persevereremo con la politica finora seguita, basata sull’innovazione tecnologica e la collaborazione con la committenza, alfine di consolidare la nostra immagine di azienda piccola, affidabile e specializzata».

Avvolgitrice.

Una giovanissima realtà molto… scattante
La ItalNord Springs S.r.l.s. nasce nel 2014 con un’idea precisa: distinguersi nel panorama dei costruttori di elementi elastici con una produzione che, oltre alle tradizionali molle a compressione, a trazione e a torsione, includesse articoli un po’ fuori dal comune, così da poter ampliare i canali di sbocco. Un ambizioso obiettivo che la giovane fondatrice, Giulia Pelosi, coadiuvata dal fratello Stefano e dal padre Francesco (quest’ultimo con 40 anni di esperienza nel settore, anche nelle vesti di imprenditore), dopo solo tre anni di attività può ben dire di aver raggiunto visti gli eccellenti risultati conseguiti, sia in termini di diversificazione dell’offerta che di clientela. Nel sua vetrina, infatti, oggi, oltre alle molle suddette, in percentuali più o meno simili figurano pure molle per guarnizioni, molle per la protezione di tubi, componenti tranciati, particolari sagomati in filo e in nastro nonché anelli autosaldanti che, nel loro insieme, raggiungono, seppur non sempre in maniera continuativa, 300 clienti presenti in svariati settori industriali, dall’agricolo al motoristico, dal casalingo alla rubinetteria, dall’aeronautico al petrolchimico, all’oleodinamica e così via. Fra le 15-20 tonnellate di materia prima impiegata annualmente a farla da padroni sono l’acciaio inox e l’acciaio al carbonio che giungono sotto forma di fili, con diametri da 0,20 a 11 mm, e di nastri, con spessori da 0,15 a 2 mm. Prossimi traguardi della ditta varesina, in cui prestano la loro opera 6 risorse umane, sono quelli di sfruttare appieno la sua potenzialità produttiva, ora sviluppata al 50%, e incrementare il numero dei committenti esteri ai quali attualmente riserva il 10% delle energie profuse.

Spring former.

Molle a ritmo di jazz
Oltre a quella per le molle c’è un’altra passione che Francesco Pelosi, anima della ItalNord Springs, ha tramesso ai suoi figli, Giulia e Stefano: la musica. Una passione che non si limita però solo all’ascolto di infinite e piacevoli melodie, ma si spinge fino alla composizione delle stesse, cosa che può avvenire persino durante il lavoro in officina, ispirata, soprattutto, dal cadenzato “suono” creato dalla trancia-piegatrice utilizzata per la produzione di molle in nastro. «Nella costante percussione di tale macchina, che può essere ricondotta a una misura di 4/4 – dice Francesco Pelosi – ci sento, sia la batteria, sia il contrabbasso, strumenti principe della ritmica nel jazz a partire dagli anni ’20 del secolo scorso. Così, spesso e volentieri, fra la realizzazione di un lotto e l’altro idealmente (e non solo) imbraccio la chitarra e mi attacco a quello “strumento tecnologico dotato di stampi”, aggiungendo alla sua produzione la mia personale in note! E se poi ci sono altre macchine in azione, cercare un tempo per andar dietro a tutte diventa una goduria!».

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