Indagine Federmeccanica sull’industria metalmeccanica

Federmeccanica ha reso noti i risultati dell’indagine trimestrale che ha condotto su un campione di imprese associate. Dati che mostrano, nel complesso, una sostanziale debolezza della congiuntura settoriale ma confermano, nel contempo, il superamento delle dinamiche fortemente recessive che hanno caratterizzato il settore fino a tutto il primo trimestre dell’anno in corso.

Secondo il comunicato di Federmacchine, anche in questo terzo trimestre del 2013 come già nel secondo, emerge dai dati di fonte Istat, un aumento del grado di utilizzazione degli impianti ed un miglioramento del portafoglio ordini, ma le imprese metalmeccaniche non prevedono per l’ultimo quarto dell’anno mutamenti di rilievo del quadro congiunturale se non un parziale aumento delle quote di fatturato indirizzate all’export.
Con riferimento alle dinamiche produttive, la produzione industriale nel suo complesso ha registrato nel terzo trimestre una contrazione dello 0,9 rispetto al trimestre precedente mentre l’attività metalmeccanica si è ridotta dello 0,5% dopo il parziale recupero del secondo trimestre (+0,7%). Mediamente nel periodo gennaio-settembre i volumi di produzione metalmeccanica si sono ridotti del 3,7% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, ma con dinamiche negative in corso d’anno in significativa attenuazione. Su tali risultati ha pesato la debolezza della domanda interna e dinamiche esportative in moderata flessione, ma l’evoluzione attesa per le esportazioni nei prossimi mesi potrebbe beneficiare del parziale miglioramento dell’attività produttiva in atto nei paesi dell’Unione europea.
Nei primi otto mesi dell’anno in corso le esportazioni metalmeccaniche sono mediamente diminuite del 2,3% con un’attenuazione delle tendenze negative nei mesi più recenti. Il calo registrato per i flussi indirizzati verso i paesi dell’area comunitaria è stato in parte compensato da variazioni moderatamente positive delle quote di fatturato dirette verso i paesi extra UE. In particolare sono diminuite le esportazioni verso la Germania e la Francia, in entrambi i casi intorno al 6%; sono cresciute del 9,1% verso la Cina e del 14,7% verso la Russia. Verso il mercato statunitense, dove nel corso del biennio 2011-2012 si erano registrati tassi annuali di crescita a due cifre, si riscontra quest’anno una contrazione pari al 3,6% su cui presumibilmente incide negativamente l’apprezzamento dell’euro rispetto al dollaro.
Nel periodo gennaio-agosto 2013 le importazioni metalmeccaniche sono diminuite del 7,9% mentre l’attivo della bilancia settoriale, fermo restando le tendenze in atto, potrebbe superare i 65 miliardi a fine 2013. Con riferimento all’utilizzo del fattore lavoro, a fronte di una sostanziale stabilità dei livelli occupazionali nelle imprese con oltre 500 addetti, nei primi nove mesi dell’anno il ricorso alla cassa integrazione guadagni è aumentato del 5,5% e le ore autorizzate sono risultate equivalenti a oltre 214.000 addetti a tempo pieno non utilizzati nei processi produttivi. L’eccesso di occupazione rispetto ai volumi prodotti e l’attesa debole evoluzione dell’attività produttiva inducono le imprese metalmeccaniche a prevedere per i prossimi sei mesi un ridimensionamento degli attuali livelli occupazionali.
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