Il filo cambia pelle

Luigi Sabadini, titolare della Trafilerie di Valgreghentino S.p.A.

Giunti di fronte alla sede della Trafilerie di Valgreghentino, nell’omonimo paese della provincia di Lecco, è difficile non essere rapiti delle bellezze paesaggistiche sovrastanti questa nota società che proprio nel 2013 festeggia il traguardo dei sessant’anni di attività. Resi ancor più attraenti da una splendida giornata di sole il monte Resegone con la sua inconfondibile sagoma e, poco distante, l’altrettanto singolare profilo della Grigna rappresentano un richiamo irresistibile per chi ami avventure, scarpinate o attività sportive in alta quota.

A ricordarle ci sono pure i chilometri di funi di acciaio che si scorgono in lontananza fra la vegetazione, “binari” nel cielo per funivie, seggiovie e ski lift costituiti da un fitto e preciso intreccio di fili dalle caratteristiche tecnico strutturali particolarissime. Proprio come quelli presenti nel ventaglio produttivo della trafileria protagonista di questa intervista.

Prime le funi poi le molle: «L’offerta si divide in tre filoni – esordisce Luigi Sabadini, titolare della Trafilerie di Valgreghentino – il prodotto finito, che è tipicamente un filo ritrafilato; i semilavorati, cioè fili o vergelle patentati, patentati e fosfatati, patentati e zincati destinati a successive lavorazioni di trafilatura, commissionatici in genere da concorrenti privi di impianti per i trattamenti suddetti; il servizio conto terzi, con il quale siamo nati e che non abbiamo mai abbandonato. Delle 12.000 tonnellate di filo attualmente lavorate nell’arco dell’anno, purtroppo pari solo all’80% delle potenzialità (il che è motivo di forte sofferenza), la maggior parte (75%) raggiunge poi l’industria delle funi per le più svariate applicazioni mentre la quota restante prende la strada dei produttori di molle».

La materia prima impiegata è quasi esclusivamente costituita da acciai al carbonio (di rado si arriva ai microlegati) e di questi comprende tutte le tipologie disponibili: da quelli con un tenore di carbonio dello 0,05%, definiti extra dolci, agli extra duri (1% di carbonio). Altrettanto ampia la gamma dei diametri dei fili proposti (consegnati in rocche, bobine, rotoli e rotoli rosettati): da 0,20 mm a 13 mm.

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