Gamma Officine Meccaniche S.p.A.: fasteners con le ali

È soprattutto con dadi e viti muniti di peculiari alette, apposte per agevolare il loro impiego manuale in mille applicazioni, a cui hanno poi fatto seguito altre famiglie di elementi di fissaggio, sempre stampati a freddo, che un’impresa brianzola da parecchi lustri si sta facendo apprezzare un po’ in tutto il mondo. Una produzione di alta qualità dove a farla da padrone è l’acciaio a basso carbonio.

C’è una particolarità che merita subito di essere segnalata nel presentare la Gamma Officine Meccaniche S.p.A., famosa azienda nel campo della viteria e bulloneria, fondata subito dopo l’ultima guerra mondiale nel comune di Muggiò, a un tiro di schioppo dal capoluogo lombardo: essa, non solo nel territorio nazionale, ma nell’intera Europa e in tutti i paesi occidentali del globo non ha nemmeno un concorrente. Gli unici, infatti, a renderle la vita difficile operano nel lontano Far East, e, quasi inutile precisarlo, sono cinesi, sempre più agguerriti e temibili, non solo sotto il profilo dal prezzo ma, da qualche tempo a questa parte, pure sotto quello della qualità. Come mai nessun’altro dei circa 280 produttori di fasteners attivi nello Stivale non si sia mai cimentato nella stessa produzione della ditta lombarda, ce lo spiega il giovane direttore organizzativo, Davide Quagliuolo, giunto quattro anni fa a dar manforte al titolare.

Davide Quagliuolo, direttore organizzativo della Gamma Officine Meccaniche S.p.A.

Un ampio ventaglio produttivo
«La ragione ovviamente c’è, e non è affatto di poco conto – esordisce il nostro interlocutore – non esistono sul mercato macchine ad hoc per creare gli articoli illustrati nel catalogo aziendale, quindi chiunque volesse mettersi in competizione con noi deve essere in grado di apportare le necessarie e pesanti modifiche ai modelli di base di stampatrici, presse e quant’altro per renderli idonei alla singolare produzione che da sempre ci contraddistingue, con particolare riferimento ai dadi ad alette (noti anche come galletti) e alle viti ad alette (dette pure a galletto), che insieme assorbono il 40% dell’offerta, alle viti ad occhio (25%), alle viti a viola e ai ganci».

Dadi e viti ad alette, prodotti storici dell’azienda

Ai prodotti suddetti, realizzati in svariate versioni e misure (dall’M3 all’M20 e, talvolta, fino all’M33), la Gamma propone altresì una nutrita serie di accessori per l’edilizia di importazione (soprattutto per ponteggi), nonché soluzioni di fissaggio dedicate esclusivamente a fonti di energia rinnovabili. Un ampio ventaglio produttivo che le consente di soddisfare la richiesta di circa 300 clienti, di cui almeno la metà fissi, costituiti per il 95% da distributori sparsi in gran parte del Pianeta (dagli Stati Uniti all’Australia), che a loro volta riforniscono miriadi di utilizzatori attivi in molteplici comparti industriali. Tutto ciò che nasce nei due stabilimenti della società, il primo nella sede storica di Muggiò (MB), ed il secondo in quella edificata nel 2002 a Tirgu Secuiesc, in Romania, è frutto della tecnologia dello stampaggio a freddo, attraverso la quale prendono le dovute forme principalmente acciai a basso tenore di carbonio (il più usato è il C4C), seguono quelli un po’ meno teneri, tipo il C21 e il C25, quindi gli acciai inox (l’AISI 304, 316 e 430) per finire poi con l’ottone (OT 63), l’alluminio e il rame (questi ultimi due in modestissime quantità). «Tutte le materie prime impiegate, che ci giungono in vergelle in rotoli – tiene a sottolineare il direttore organizzativo – sono certificate e provengono da fornitori accuratamente selezionati, il che è il miglior modo per cominciare un processo produttivo rigorosamente improntato sulla massima qualità, tipica del made in Italy».

Viti ad occhio

Processi anche su misura
La descrizione, per sommi capi, del processo produttivo, a cura di Davide Quagliuolo, ci introduce idealmente nel cuore dell’azienda, facendoci pregustare l’emozionante momento della sua esplorazione: «Dal filo ricavato dalla trafilatura della vergella si ottiene, per stampaggio su presse orizzontali, un ribattino, il quale, dopo essere stato sottoposto a dei trattamenti intermedi di ricottura e decapaggio con agenti chimici, passa alle fasi successive di lavorazione, riassumibili in tre metodologie distinte: per i dadi ad alette, formazione del dado forato e maschiatura; per le viti ad alette: accoppiamento mediante macchine robotizzate del dado ad alette con un gambo filettato; per le viti a viola e anelli, formazione della testa e filettatura. Spetta, infine, a trattamenti superficiali, quali zincatura, brillantatura e passivazione, conferire al prodotto un gradevole aspetto unito ad una forte resistenza agli agenti atmosferici. Naturalmente le procedure suddette non sono standardizzate – aggiunge il direttore organizzativo – e possono subire modifiche se determinati pezzi sono destinati ad applicazioni gravose; ad esempio, su certi dadi ad alette di considerevoli dimensioni, richiestici da un cliente tedesco per poter chiudere un componente di una valvola, eseguiamo un doppio trattamento termico, indispensabile affinché le martellate che vengono inferte sulle alette per stringere quel grosso dado non procurino rotture alle stesse, come accadeva prima che il cliente in questione si rivolgesse a noi».

Prodotti a disegno.

L’atteso spazio riservato alla visita dei reparti produttivi ci dà modo di passare dalle parole ai fatti e di ammirare da vicino, nel loro frenetico (e rumoroso) movimento, le macchine e le attrezzature profondamente modificate dai super qualificati tecnici dell’impresa brianzola, per far sì che gli articoli che sfornano possano fregiarsi del marchio Gamma. Il “drappello tecnologico” che si presenta ai nostri occhi, a cui va aggiunto quello più meno di uguale entità, in azione nella filale rumena, è formato da: 6 stampatrici (presse orizzontali) a due colpi; 7 presse verticali e 9 maschiatrici per i dadi; 6 rullatrici, 10 presse verticali varie utilizzate per ricavare viti a occhio, viti a viola e ganci e 2 forni, uno per l’acciaio e l’altro per l’inox.

Viti a viola.

Far propri i problemi dei clienti
Obbligata, all’inizio del nuovo millennio, ad un pesante e doloroso taglio del personale, provocato, da un lato, dalla globalizzazione e, dall’altro, dalla poco leale concorrenza delle viterie e bullonerie cinesi, peraltro quasi per nulla arginata da efficaci leggi antidumping, la società, dopo aver pericolosamente barcollato, viste le precarie situazione economiche e finanziarie in cui si è venuta a trovare, facendo ricorso a tutte le risorse in suo possesso è poi riuscita a rimettersi saldamente in piedi, come con orgoglio riferisce Davide Quagliuolo: «Oggi possiamo affermare di essere tornati ad essere un’azienda sana, visto che tutti i debiti sono ormai stati saldati, ma il prezzo pagato ai due eventi sopra accennati è stato veramente salato, basti pensare che la forza lavoro è passata dalle 130 unità alle attuali 60 e che abbiano dovuto cedere alla Cina lo scettro di leader mondiale del mercato dei dadi ad alette, di cui adesso detiene la bellezza del 90%!».

Una delle presse speciali utilizzata per dare la forma ai dadi ad alette.

Lasciatasi alle spalle il periodo più duro della sua storia, la Gamma guarda al futuro con rinnovato vigore continuando a rispettare quel motto che il fondatore, fin dai primi passi mossi dalla sua ditta, ha inculcato nella mente di ogni collaboratore: “Se il cliente ha un problema è un nostro problema”.

«Seguendo questa filosofia, che ci ha sempre ripagato con livelli di fidelizzazione dei committenti davvero notevoli – dichiara il direttore organizzativo – l’obiettivo che ci prefiggiamo per il prossimo futuro è di tornare ad essere redditivi cercando, inoltre, magari sospinti dalla tanto agognata ripresa, che purtroppo ancora non vediamo all’orizzonte, di abbracciare nuove produzioni. Insomma, cercheremo di giocarcela, persino con la Cina, perché se è vero, come con onestà bisogna riconoscere, che i suoi prodotti stanno visibilmente migliorando in qualità, lo è altrettanto che i prezzi dei nostri non sono poi tanto più alti di quelli cinesi come una volta. Con il valore aggiunto di una professionalità, creatività e disponibilità che solo le viterie e bullonerie nostrane possono vantare».

Una pressa verticale, dove vengono realizzate viti ad occhio, ganci e viti a viola.

Da 70 anni sempre con lo sguardo rivolto al futuro
L’aspetto che la Gamma Officine Meccaniche più ama rimarcare di sé è la capacità di operare guardando avanti. E ripercorrendo le tappe più significative che hanno contrassegnato il suo percorso nel mondo dei fasteners non si può certo darle torto. Fondata nel 1946 da Vieri Manstretta, dopo una significativa militanza dello stesso alla Brugola, in qualità di direttore tecnico, già nei primi anni ’50 inizia la produzione di dadi e viti ad alette stampati a freddo. Due lustri dopo l’offerta si arricchisce di tappi a cava a testa esagonale nonché di altri articoli per il settore automotive. Nello stesso periodo la ditta di Muggiò (MB) espande la sua rete di vendita nell’Europa Occidentale e in Nord America. Nascono così, nel 1973, le viti a viola, indirizzate principalmente al mercato anglosassone. Gli anni ‘80 segnano la completa specializzazione nei prodotti per il montaggio a mano.

Maschiatrice per la filettatura dei dadi.

L’azienda si trasforma in S.p.A. e viene perfezionata la tecnologia per la fabbricazione di anelli e ganci stampati a freddo. Negli anni seguenti la Gamma aumenta il volume di esportazione portandolo all’80% e nel 1994, a riprova degli eccellenti risultati qualitativi raggiunti, consegue la certificazione ISO 9001. Nel nuovo millennio, benché costretta ad un drastico ridimensionamento, dovuto alle problematiche introdotte dalla globalizzazione, e in particolare all’aggressiva concorrenza della Cina, la società trova comunque la forza di reagire, aprendo, nel 2002, una seconda unità produttiva in Romania, la Garo, e sviluppando, nel 2010, una nuova serie di elementi di fissaggio dedicati alle fonti rinnovabili. Guidata dal figlio del fondatore, che porta lo stesso nome del padre, oggi l’impresa lombarda, dispone di 60 dipendenti, trasforma oltre 700 tonnellate all’anno di vergella per quasi 300 clienti, e fattura 4,1 milioni di euro, di cui il 60% derivanti dall’export.

Gli articoli passano dal forno per il trattamento termico.

Innovazione e sostenibilità
Conscia che nella società attuale l’innovazione non deve coniugarsi solo con l’efficienza produttiva e la qualità, ma altresì con la sostenibilità ambientale, la Gamma per dimostrare la sua sensibilità nei riguardi di quest’ultima tematica è riuscita ad ottenere una differenziazione dei suoi rifiuti del 95%. Ma non è tutto, nel 2010, utilizzando le proprie strutture di fissaggio della “Gamma solare”, ottenute non solo da filo, ma anche da lamiera, ha installato sui tetti dei capannoni della sede di Muggiò un impianto fotovoltaico di 350 kW (ai tempi il più grande mai istallato in Lombardia), il quale, oltre a ridurre le immissioni in atmosfera di CO2 di circa 190 tonnellate all’anno, fornisce energia elettrica pari al 75% del fabbisogno della ditta. «Quello del fotovoltaico è un mercato che ci ha regalato soverchie soddisfazioni fino al 2014 – rivela il direttore organizzativo, Davide Quagliuolo – poi con la cessazione degli incentivi statali ha subito una fortissima contrazione, riducendosi a un quinto rispetto alla fase iniziale, coprendo ora la comunque non trascurabile quota del 4-5% del nostro fatturato».

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