Emilia-Romagna: le imprese investono in innovazione

Innovare per reagire alla crisi  e per accogliere le sfide del mercato globale. I dati raccolti nel Rapporto regionale 2013 sull’innovazione, promosso da Unioncamere Emilia-Romagna, Cise e Camera di Commercio di Modena, con le altre Camere della regione parlano chiaro: le imprese dell’Emilia-Romagna, per rimanere competitive, vanno alla ricerca di innovazione, nuovi partner, nuove risorse e nuovi obiettivi. La persistenza della crisi, tuttavia, incide sugli investimenti in innovazione delle imprese che puntano innanzitutto su diminuzione dei costi e aumento della produttività.

L’indagine, che è stata realizzata coinvolgendo un campione di 1.596 imprese in prevalenza dei settori meccanica, metallurgia, tessile-moda, agroalimentare, evidenzia un elemento di forte criticità: soltanto poco meno della metà degli intervistati ha realizzato nell’ultimo triennio una innovazione.

L’ambito di maggior interesse in fatto di innovazione per migliorare la propria performance competitiva sembra essere quello dei materiali. Seguono l’informatica e l’energia (riduzione dei consumi energetici, efficienza energetica di impianti ed edifici, fonti di energia rinnovabili) e l’ingegnerizzazione del processo produttivo. La dimensione prevalente sulla quale dichiarano di voler investire è il miglioramento dei processi di produzione, seguita da formazione del personale e sviluppo di nuovi prodotti.

Quasi il 18 per cento degli intervistati ha introdotto innovazioni di prodotto e quasi il 17% innovazioni di processo, entrambe di tipo incrementale. Le aziende che hanno introdotto una innovazione di prodotto radicale negli ultimi tre anni dichiarano di aver registrato un aumento del fatturato del 13,3%.

La tipologia di queste imprese è identificabile nella medio-grande dimensione, nel settore dell’elettronica ed elettricità, con alta intensità tecnologica e di R&S, apertura a valle significativa, appartenenti a gruppi stranieri o a reti di impresa e che hanno avviato processi di conversione verso la green economy.

L’acquisto di nuovi macchinari e attrezzature è la principale voce di investimento, seguita dall’acquisto di nuovi software e hardware. Solo al quarto posto l’investimento su sviluppo e design di nuovi prodotti.

Il principale beneficio dell’innovazione è stato individuato dalle imprese nel miglioramento della qualità dei prodotti/servizi (47,9%), mentre al secondo posto si trova un risultato economico migliore (34,4%), quindi una organizzazione aziendale più efficiente (18,8%) e poi i tempi di lavorazione ridotti (15,4%).

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