Confartigianato: in aumento la pressione fiscale sulle imprese

Nel nuovo anno la tassazione immobiliare sulle imprese italiane vedrà un aumento fino a 1,1 miliardi di euro, ovvero il 9,6% in più rispetto al 2013. Queste le previsioni preoccupanti di Confartigianato, secondo cui l’effetto combinato di Imu e della nuova Trise, annullerà la diminuzione del carico fiscale sul costo del lavoro a carico delle imprese previsto con la Legge di Stabilità con la riduzione dei contributi non previdenziali e le detrazioni Irap per i nuovi assunti.

“Nel gioco delle tre nuove tasse (Tari, Tasi, Trise) a rimetterci sono, ancora una volta, gli imprenditori. Il cambiamento di nome ai tributi nasconde un aumento della pressione fiscale, ancor più intollerabile se si considera che pesa sugli immobili produttivi che, per gli imprenditori, rappresentano strumenti di lavoro. Non è giusto che gli immobili produttivi siano trattati alla stregua delle seconde case: i nostri laboratori vanno esentati dall’imposta perché sono la nostra prima casa”, ha dichiarato Giorgio Merletti, Presidente di Confartigianato.

Secondo Confartigianato, nel 2014, l’impatto dell’Imu sugli immobili strumentali delle imprese, unito a quello della Trise sui rifiuti e i servizi indivisibili, arriverà a 12,8 miliardi di euro, con un aumento del 9,6% rispetto al 2013 e del 51,4% rispetto al 2011.

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