Intervento di Sandro Bonomi all'Assemblea di Orgalime

ANIMA: ancora preoccupazione per il manufatturiero italiano

Sandro Bonomi, Presidente ANIMA e Presidente di Orgalime, in occasione dell’Assemblea Generale della Federazione Europea di fine ottobre, ha dichiarato che “i profondi squilibri finanziari in Europa, sia nel pubblico sia nel privato, associati ad un ciclo di investimenti che non ha ancora sortito sviluppi positivi, sono le principali ragioni che stanno dietro alla difficile situazione instauratasi nel corso del 2013.

Secondo il Presidente ANIMA “molti governi dell’UE hanno fatto progressi in termini di consolidamento fiscale e riforme strutturali, ma questo non è sufficiente a consentire la ripresa economica”. Bonomi sostiene che “abbiamo bisogno di vedere un recupero degli investimenti del manifatturiero nell’Unione Europea, il che non è ancora avvenuto. L’UE non è ancora riuscita a creare le condizioni necessarie perché l’Europa torni ad essere il polo attrattivo del manifatturiero in conseguenza della realizzazione di un mercato interno. I politici stanno facendo troppo poco in questa direzione, sia a Bruxelles sia in molti paesi membri. In effetti il manifatturiero nel suo complesso, in termini percentuali di PIL della UE, è passato dal 15,9% del 2012 al 15,1% e la domanda, per la nostra industria, rimane ancora il principale motivo di preoccupazione per molti imprenditori”.

Come si legge dalla comunicazione ufficiale di Orgalime, gli investimenti fissi lordi hanno mostrato una certa stabilizzazione nel secondo trimestre 2013 rispetto al primo. Tuttavia in termini annuali si riporta ancora una contrazione del 3,8%. Rimane da vedere se gli investimenti fissi subiranno sviluppi positivi negli ultimi mesi del 2013 e nel 2014.

L’utilizzo della capacità produttiva delle industrie rappresentate da Orgalime si sta stabilizzando ma è tuttora, non considerando i livelli minimi del 2009, ben al di sotto della media nel lungo termine. Un miglioramento viene dagli ordinativi, aumentati rispetto al primo trimestre 2013, ma per molte aziende sono ancora molto al di sotto dei livelli normali. Tuttavia questo trend positivo si riflette già in alcuni indicatori dei cicli produttivi dell’industria. Per esempio, l’indice del giro d’affari si è posizionato sul 100, e ciò sta ad indicare una prospettiva più ottimistica per il 2014.

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